Piero Gobetti

"Che ho a che fare io con gli schiavi?"

Biografia

Piero Gobetti (Torino 19 giugno 1901 – Parigi 3 febbraio 1926)

Piero Gobetti nasce a Torino da genitori di origine contadina, Giovanni Battista e Angela Canuto, trasferitisi da Andezeno in città poco prima della sua nascita. Piero frequenta il liceo Gioberti e, nell’ottobre del 1918, si iscrive alla facoltà torinese di Giurisprudenza. Ancora al liceo, nel novembre 1918, fonda la prima rivista “Energie Nove” di cui fanno parte Ada Gobetti, Giuseppe Manfredini, Edmondo Rho, Edoardo Ravera. Nel 1919 aderisce ai Gruppi d’azione degli amici dell’“Unità”. Nell’aprile partecipa a Firenze al primo congresso degli unitari: in quest’occasione conosce Salvemini, dal quale riceve la proposta di assumere la direzione dell’“Unità”, che Gobetti rifiuta. Nel febbraio 1920 sospende la pubblicazione di “Energie Nove”, motivando la decisione con il bisogno di approfondire in silenzio le ragioni del proprio impegno.
Tra l’agosto e il settembre 1920 guarda con entusiasmo all’occupazione delle fabbriche, “la più grande battaglia del secolo”. È il segno di un reciproco diverso atteggiamento tra l’ambiente dell’“Ordine Nuovo” e Gobetti, che intensifica il rapporto con la redazione del giornale dove, durante il 1921, scrive come critico teatrale.
Il 12 febbraio 1922 esce il primo numero della “Rivoluzione Liberale”. La nuova rivista si propone di formare “una classe politica che abbia chiara coscienza delle sue tradizioni storiche e delle esigenze sociali nascenti dalla partecipazione del popolo alla vita dello Stato” e di studiare il Risorgimento e la Storia d’Italia, l’esame delle forze politiche, dei partiti e delle questioni politiche attuali. Un tratto peculiare della rivista è l’opposizione al fascismo, di cui si occupa sin dal maggio 1922.
L’11 gennaio 1923 sposa Ada Prospero. Nello stesso anno pubblica La filosofia politica di Vittorio Alfieri, la sua tesi di laurea in giurisprudenza, sostenuta nel luglio 1922 con Gioele Solari; Felice Casorati pittore, che è la prima monografia dedicata all’artista piemontese; La frusta teatrale, nato dalla sua passione per il teatro; Dal bolscevismo al fascismo.
Nel marzo dà vita ad una casa editrice che in poco più di due anni pubblica oltre cento libri di alcuni tra i giovani più promettenti e di alcuni dei più autorevoli esponenti dell’antifascismo: Luigi Einaudi, Francesco Saverio Nitti, Giovanni Amendola, Francesco Ruffini, Luigi Sturzo e Igino Giordani, il socialista Alfredo Poggi, il sindacalista rivoluzionario francese Edouard Berth, il “fascista” Curzio Malaparte, il meridionalista Guido Dorso. Pubblica Nazionalfascismo di Luigi Salvatorelli e, nel 1925, Ossi di seppia di Eugenio Montale, “una delle più severe e delle più originali esperienze poetiche della nostra nuova letteratura”.
Il primo luglio Gobetti pubblica sulla sua rivista un saggio dedicato a Giacomo Matteotti, tra il luglio e il novembre lavora alla formazione dei “Gruppi della Rivoluzione Liberale”. Il 10 luglio il governo fascista vara dei provvedimenti di forte limitazione della libertà di stampa. Il 5 settembre Gobetti viene aggredito da un gruppo di fascisti in via XX Settembre. Il 23 dicembre esce il primo numero del periodico letterario “Il Baretti”: testimonianza dell’interesse letterario di Gobetti. A partire dalla letteratura egli si propone di creare un nuovo strumento di coinvolgimento e di mobilitazione che ponga in primo piano la questione fondamentale della dignità e dell’indipendenza degli intellettuali.
Nel 1924 presso l’editore Cappelli di Bologna esce il capolavoro politico di Gobetti, La Rivoluzione Liberale. Saggio sulla lotta politica in Italia.
Nel gennaio 1925 “La Rivoluzione Liberale” viene sequestrata: è il primo di una serie di sequestri, un vero e proprio stillicidio che si prolunga per tutto il 1925. L’11 novembre, dopo una diffida da parte del prefetto di Torino, “La Rivoluzione Liberale” cessa le pubblicazioni. Gobetti decide di andare in esilio per poter continuare il suo lavoro. Il 28 dicembre, nasce a Torino, al numero 6 di via Fabro, il figlio Paolo. Il 6 febbraio Gobetti parte per Parigi, lasciando a Torino la sposa e il figlio. Il 13, ammalatosi gravemente di bronchite, viene trasportato in clinica; il 15 muore verso mezzanotte. È sepolto al Père Lachaise.
Dopo la morte, a cura di Santino Caramella, nel 1926 escono i due volumi storici Risorgimento senza eroi, che reca la dedica “A mio figlio Paolo” e Paradosso dello spirito russo. Nel 1927 Caramella cura una scelta degli articoli di Gobetti: Opera critica, Edizioni del Baretti, Torino 1927, in due volumi.

 A cura di Pietro Polito


Biblioteca personale di Piero Gobetti

Il nucleo storico centrale della biblioteca è rappresentato dai volumi che appartennero a Piero Gobetti, recanti in molti casi la data di acquisto (o di lettura) e talora appunti manoscritti a margine, o brevi note dello stesso Gobetti.
Sono in tutto 3.120 opere, che spaziano dalla filosofia alla storia, alla letteratura (di particolare rilievo sono le opere di letteratura russa, alle quali i giovanissimi Piero e Ada dedicarono com'è noto molta attenzione, cimentandosi anche in alcuni lavori di traduzione). 

Fondo archivistico Piero Gobetti

  • Estremi cronologici

    1904 - 1929 (Gli estremi cronologici eccedono quelli biografici, in quanto, nel fondo è conservata anche la contabilità delle Edizioni del Baretti che arriva fino al 1929.)

  • Consistenza

    20 faldoni, 66 dossier, 373 volumi a stampa

  • Scheda biografica

    (Torino, 1901- Parigi, 1926) Scrittore, uomo politico, liberale. Giovanissimo, fonda la rivista "Energie Nove" (1918-1920) e pochi anni dopo "La Rivoluzione Liberale"(1922-1925) e "Il Baretti"(1924-1928). Nel 1923 crea la "Piero Gobetti editore" con la quale svolge un'intensa attività di animatore e organizzatore culturale pubblicando opere di politica, di storia, di arte e di critica. Nel 1924 pubblica per la casa editrce Capelli di Bologna la sua opera più famosa: La Rivoluzione Liberale. Saggio sulla lotta politica in Italia. Attivo antifascista è costretto all'esilio dai provvedimenti con i quali gli viene impedita la sua attività di editore e di pubblicista, ripara a Parigi dove muore nel febbraio del 1926.

  • Storia archivistica

    La maggior parte delle carte di Piero Gobetti è stata conservata, dopo la sua morte, dalla moglie Ada nella casa di via Fabro 6, e andò a costituire il nucleo centrale del patrimonio documentario del Centro studi al momento della sua costituzione, nel 1961. Successivamente fu avviato un lavoro di recupero di quei materiali (soprattutto epistolari) che risultavano in possesso di altri soggetti (archivi, biblioteche, privati cittadini). Attualmente il fondo Piero Gobetti constra di circa 6500 documenti relativi all'intero arco biograico del personaggio (1901-1926) ma con una netta prevalenza degli anni a partire dal 1918 anno nel quale si avviò l'attività pubblicistica e politica di Piero Gobetti si stima che il fondo conservi (perlopiù in originale) tutto quanto è conosciuto dell'attività, pubblica e privata, di Gobetti.
    L'archivio Piero Gobetti è stato dichiarato di "notevole interesse storico" dalla Sovraintendenza regionale l'8 aprile del 1992.

  • Contenuto

    L'archivio è costituito da varia documentazione: quaderni e taccuini, manoscritti, dattiloscritti, fotografie, lettere, cartoline, ritagli stampa, fatture, registri contabili, riviste, opuscoli e volumi. L'imponente carteggio ricostruisce la ricca rete di relazione che Gobetti ebbe con numerosi personaggi della politica e della cultura del suo tempo. L'attività di pubblicista e di editore è testimoniata da materiale redazionale (manoscritti, lettere, ritagli stampa, agende di appunti), da documentazione amministrativa (registri, fatture, agende), dalla raccolta complete delle riviste e dai volumi della casa editrice.

    La ricca biblioteca personale di Gobetti ci dà conto dei suoi molteplici interessi di studio. La biblioteca personale di Piero Gobetti (circa 3000 volumi e una ventina di raccolte di riviste) è catalogata a parte. Le schede sono consultabili in SBN. Un elenco di questo materiale è disponibile su supporto cartaceo.

  • Ordine e struttura

    Il materiale documentario che oggi costituisce l'archivio Piero Gobetti è stato ordinato mantenendo alcune serie documentarie che erano state individuate da Ada Gobetti: Carteggio Piero - Ada; Rassegna stampa sull'attività della casa ed.; Piero Gobetti editore; Messaggi giunti ad Ada in occasione della morte di Piero e, infine, il Carteggio di Piero Gobetti con personaggi della politica e della cultura (per la maggioranza collaboratori delle sue riviste e autori della casa editrice) che Ada Gobetti aveva conservato in ordine alfabetico per corrispondente.
    Nel complesso il criterio di riordino adottato è stato quello della ricostruzione biografica della vita e dell'opera di Piero Gobetti.

  • Strumenti archivistici

    Inventario a stampa.

  • Consultabilità

    Libera

  • Fonti collegate

    Fondo Ada Gobetti (presso il Centro studi Piero Gobetti).

  • Bibliografia

    Quaderni del Centro studi Piero Gobetti, nn. 1-12, (marzo 1961 - marzo 1967).
    Mezzosecolo. Materiali di ricerca storica, nn. 1 - .... (1975 -....)
    Piero Gobetti, L'editore ideale. Frammenti autobiografici con iconografia, a cura e con prefazione di Franco Antonicelli, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1966
    Piero e Ada Gobetti, Nella tua breve esistenza. Lettere 1918-1926, a cura di Ersilia Alessandrone Perona, Torino, Einaudi, 1991
    Aldo Parini, La vita di Giacomo Matteotti. Manoscritto inedito conservato presso il Centro studi Piero Gobetti di Torino, a cura di M. Scavino e V. Zaghi, Rovigo, Minelliana, 1998
    Emanuela Bufacchi, Il mito di Dante nel pensiero di Gobetti (con documenti inediti in appendice), Firenze, Le Monnier, 1994
    Cesare Pianciola, Piero Gobetti. Biografia per immagini, prefazione di Norberto Bobbio, Cavallermaggiore, Gribaudo, 2001
    Piero Gobetti, Carteggio 1919-1922, a cura di Ersilia Alessandrone Perona, Torino, Einaudi, 2003.

    Una parte significativa della corrispondenza è stata pubblicata, in sedi e tempi diversi, a cura di autori vari. E' prevista la pubblicazione integrale di tutto il carteggio a cura di Ersilia Alessandrone Perona presso la casa editrice torinese Einaudi.

  • Collocazione

    Sala Archivio Bobbio

  • Antroponimi

    Prospero Gobetti Ada; Parini Aldo; Matteotti Giacomo; Antonicelli Franco; Alessandrone Perona Ersilia

  • Toponimi

    Torino

  • Enti

    Rivoluzione liberale (La), periodico; Baretti (Il), periodico; Energie Nove, periodico

Risorse digitali

Il Centro studi Piero Gobetti si è occupato della digitalizzazione della "La Rivoluzione liberale", "Il Baretti" ed "Energie Nove". Patrimonio librario di notevole interesse storico, le riviste di Piero Gobetti sono liberamente fruibili e consultabili online. Il progetto è stato realizzato grazie al contributo del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Piemonte e della Compagnia di San Paolo di Torino.  Per accedere alle riviste clicca sui bottoni in basso e segui le istruzioni.

Centro studi Piero Gobetti

Via Antonio Fabro, 6
10122 Torino
c.f 80085610014
 
Tel. +39 011 531429
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