Venerdì, Luglio 30, 2010
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News - Centro studi Piero Gobetti

Segnaliamo la pubblicazione delle ultime monografie  e traduzioni di Piero Gobetti:

Piero Gobetti
Libéralismeet revolution antifasciste
Edition d'Eric Vial
Editions Rue d'Ulm, 2010

David Ward
Piero Gobetti's New World. Antifascism, liberalism, writing
University of Toronto Press, 2010

Paolo Bagnoli
L'uomo morale e la rivoluzione italina. Una lettura nuova di Piero Gobetti
Libro aperto editore, 2009


 

Comunicato stampa

Gli istituti culturali piemontesi riunitisi il  1° giugno 2010 hanno accolto con soddisfazione il significativo intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per scongiurare la cancellazione indiscriminata dei contributi statali alla cultura.

 In una lettera, che sarà affidata nella giornata di domani, 2 giugno, al Prefetto della Città di Torino Paolo Padoin e indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e al Ministro dei Beni e delle Attività culturali Sandro Bondi ribadiscono tuttavia la loro vivissima preoccupazione per la portata nazionale e per le possibili ricadute locali delle preannunziate riduzioni che, in nome della crisi economica, rischierebbero di indebolire un settore che è già stato  penalizzato duramente negli ultimi anni dalle riduzioni progressive dei contributi pubblici senza incidere in maniera rilevante sugli equilibri complessivi del bilancio statale.

Pertanto gli istituti confidano nella sensibilità e nell’appoggio degli enti locali perché si uniscano alla loro battaglia per la sopravvivenza ricordando che, malgrado le riduzioni, essi hanno perseguito in questi anni i loro compiti di tutela e valorizzazione di patrimoni documentari imponenti, l’impegno nelle ricerche specialistiche, la cura dell’alta formazione e della trasmissione della memoria storica del nostro Paese. Per farlo, essi hanno attinto in gran parte da risorse private i mezzi essenziali, facendo ricorso anche a un volontariato competente.

Ciò ha consentito l’apertura continua al pubblico di archivi, biblioteche, musei, luoghi di memoria, l’innovazione tecnologica nella gestione del patrimonio e nella comunicazione culturale, la presenza ininterrotta delle loro proposte nel tessuto sociale e culturale nazionale e locale, con ampie ricadute sui settori dell’istruzione di base, universitaria e, in misura crescente, post universitaria, sull’editoria e l’industria culturale in genere.

Si può dunque affermare che le risorse pubbliche erogate in misura molto limitata sono state restituite ai cittadini moltiplicate, consentendo di rendere dei servizi indispensabili a costi minimi per la collettività.

Inoltre, all’interno di ogni ente, si sono attivate competenze e specializzazioni di valore, che rappresentano, in termini sociali, posti di lavoro qualificato, spesso occupati da giovani.
La decurtazione o l’azzeramento dei contributi statali, così come previsto nel decreto, comporterebbe per molti enti una riduzione drastica delle attività e dei servizi offerti, e in numerosi casi la chiusura.

Preoccupa, nella nuova situazione creatasi, l’adombrata discrezionalità delle scelte affidate all’esclusiva competenza del Ministro dei Beni e delle Attività culturali. Gli scriventi istituti richiedono che le scelte corrispondano a rigorosi criteri di trasparenza e oggettività, sulla base di criteri ancorati: a) alla dotazione di un patrimonio archivistico e bibliotecario a disposizione del pubblico con congrui orari di apertura e con moderni mezzi informatici di catalogazione e distribuzione, utilizzati dal mondo della ricerca e dall’industria culturale; b) alla presenza di personale archivistico, bibliotecario, amministrativo e di promozione dedicato con continuità alla conservazione e valorizzazione del patrimonio,  e alla ricerca collegata; e infine c) alla trasparenza e responsabilità giuridica della gestione.

Si auspica inoltre che tali criteri vengano sviluppati a seguito di un confronto del Ministero con gli istituti italiani di cultura  e che il processo decisionale si avvalga del contributo di una commissione autorevole e indipendente

 Accademia delle Scienze

ANPI  - Associazione italiana Partigiani Italia - Torino

Archivio Ebraico B. e A. Terracini

Centro di documentazione Camera del lavoro di Biella

Centro generazioni e luoghi, Biella

Centro internazionale di studi Primo Levi

Centro studi Piero Gobetti

Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea

Fondazione Carlo Donat Cattin

Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci

Fondazione Luigi Einaudi

Fondazione Luigi Firpo

Fondazione Rosselli

Fondazione Vera Nocentini

Istituto di studi storici Gaetano Salvemini

Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e delle Libertà


Torino, 1 giugno 2010


 

 

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Centro studi Gobetti

Istituto culturale dedicato allo studio della storia e del pensiero politico del ventesimo secolo, fondato nel 1961. Ha sede nella casa dove abitarono Piero e Ada.
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Biblioteca

Biblioteca specializzata sulla storia del pensiero politico contemporaneo e su alcune figure e correnti della politica e della cultura italiane del Novecento.
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Archivio

Oltre alle carte di Piero e di Ada Gobetti, l’archivio conserva fondi personali e di movimenti politici e sociali di grande interesse per la storia del Novecento.
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Calendario attività

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