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Dicembre 1968 |
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Spagna e Portogallo |
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Fondo Archivio Marcello Vitale |
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Gran Bretagna |
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Occupazione all'università di Bristol. |
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dal sito http://www.bristol.ac.uk |
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| dal sito http://www.rodwilliamsphotography.co.uk | |||
Francia |
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Le lotte sono ora prevalentemente contro la repressione; il congresso nazionale dell'organizzazione degli studenti (UNEF) si conclude con la definitiva spaccatura tra i gruppi legati al partito socialista, quelli di ispirazione sindacalista e quelli legati ai comités d'action. |
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dal sito http://ahoy.tk-jk.net |
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Stati Uniti |
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Militanti afroamericani in armi occupano l'amministrazione della Cornell University. |
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Italia |
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Proseguono gli scioperi degli studenti medi; molti istituti vengono occupati. Fa la sua comparsa il grupo maoista Unione dei comunisti italiani (marxisti-leninisti). Il baricentro delle lotte si va però spostando sempre più verso le fabbriche, e si intensificano i rapporti tra avanguardie studentesche e operaie. La notte di Capodano una manifestazione di protesta, organizzata davanti al locale La Bussola di Viareggio, viene dispersa violentemnete dalla polizia; uno dei dimostranti rimane gravemente ferito. |
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| le parole in neretto sono definite nel glossario | |||
| I libri del mese | |||
La rivoluzione dietro di noi. Filosofia e politica prima e dopo il ’68, a cura di Marco Baldassari e Diego Melegari, Roma, manifestolibri, 2008, pp. 183 |
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Il volume ha avuto origine da un ciclo di seminari, che si tenne nel marzo 2007 a Parma per iniziativa del Centro studi movimenti (una delle associazioni culturali più attive a livello nazionale nella raccolta di fondi archivistici e bibliotecari, e nella ricerca storica sulla “stagione dei movimenti”). E, come spiegano nell’Introduzione i due curatori (entrambi giovani dottori di ricerca), è il frutto di un approfondito lavoro collettivo di riflessione: da un lato, sul «rapporto problematico e spesso contraddittorio tra il movimento del ’68 e alcuni dei fermenti forse più significativi del dibattito teorico novecentesco (Scuola di Francoforte, strutturalismo e post-strutturalismo francesi, marxismo critico, ecc.)», dall’altro sui mutamenti che il ’68 «ha introdotto nella pratica e nel pensiero della politica», sulle continuità e discontinuità rispetto a tradizioni già consolidate, nonché sulla possibilità che ancora oggi parti di quel pensiero abbiano qualcosa da dire in una prospettiva storica di emancipazione. |
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