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La Rivoluzione Liberale (1922-1925) |
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«La Rivoluzione Liberale» uscì per quasi quattro anni tra il 1922 e il 1925. Il primo numero apparve il 12 febbraio 1922, con un appello ai lettori in cui si proponeva di formare una classe politica che avesse «chiara coscienza delle sue tradizioni storiche e delle esigenze sociali nascenti dalla partecipazione del popolo alla vita dello Stato». L'ultimo apparve l'8 novembre 1925, in seguito ad una diffida del prefetto di Torino, in cui si attribuiva alla rivista il ben diverso proposito di mirare «con irriverenti richiami, alla menomazione delle Istituzioni Monarchiche, della Chiesa, dei Poteri dello Stato, danneggiando il prestigio nazionale».
Dai ripetuti sequestri del giornale alle persecuzioni di molti tra gli abbonati, dalle perquisizioni alle confische, la collezione della rivista è diventata rara, alcuni numeri rarissimi. Pochi privati l'anno conservata, pochissime biblioteche la possiedono. Tanto più introvabile quanto più ricercata: essa è diventata uno strumento indispensabile per conoscere la storia degli anni in cui nella lotta contro il fascismo vengono posti da piccoli gruppi di avversari indomabili, con insolita energia e con chiaroveggente spregiudicatezza, i grandi problemi della nostra società nazionale. |
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La versione digitale |
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Grazie alla collaborazione con il Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario gobettiano, tra il 2001 e il 2005 è stata realizzata una versione “digitale” dell'intera raccolta de «La Rivoluzione Liberale», la più nota delle riviste create da Piero Gobetti, uscita settimanalmente dal febbraio 1922 al novembre 1925, quando fu soppressa dalle autorità fasciste.
Il progetto (elaborato con la direzione scientifica di Marco Revelli) aveva un duplice scopo: da un lato, rendere facilmente accessibile, grazie alle possibilità offerte dalla rete, una delle più importanti riviste di cultura e di politica del Novecento italiano; dall'altro, offrire strumenti avanzati di consultazione, ma anche di ricerca sui testi. Ipotizzando, cioè, un pubblico composto sia di generici lettori, o di “navigatori” della rete, sia di studiosi che abbiano invece interessi e obiettivi più specifici.
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La rivista è quindi stata resa consultabile tanto nel suo formato originario (riprodotto tramite scansione elettronica), quanto in un formato di testo, nel quale i singoli articoli, o parti di essi, possono anche essere copiati e/o stampati. Inoltre tutti gli articoli (comprese le prefazioni, postille e note redazionali, con l'unica esclusione delle inserzioni pubblicitarie) sono stati schedati con il programma Erasmo, già sperimentato nella gestione delle biblioteche e modificato ad hoc, realizzando così una base-dati comprendente i nomi degli autori, i titoli degli scritti, il numero e la data del fascicolo di appartenenza, l'anno di pubblicazione, la lingua, il genere, i soggetti trattati e gli eventuali rimandi ad altri articoli della rivista. Inoltre sono stati indicizzati tutti i nomi di persona, di luogo, di partiti e movimenti politici, di giornali e riviste che compaiono nei vari articoli.
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L'utente, collegandosi alla base-dati tramite il sito ufficiale del Centro studi, può muoversi pertanto in più direzioni. A partire dalla scheda di interrogazione, può risalire a tutti gli articoli che rispondono a uno o più criteri di selezione, prenderne visione ed eventualmente stamparlo; ma può anche, viceversa, partire da un determinato nome di persona – o di luogo, di ente, eccetera –, evidenziato nel testo (a ogni categoria di indice corrisponde un diverso colore), e da quello risalire a tutti gli altri scritti che contengono il medesimo elemento.
Si tratta dunque di uno strumento decisamente all'avanguardia, tanto sotto il profilo tecnico, quanto sotto l'aspetto culturale, che per la prima volta mette a disposizione del pubblico una fonte storica trattata con le moderne tecnologie informatiche. Di questa edizione della rivista è disponibile anche una “Guida” a stampa («La Rivoluzione Liberale » in edizione digitale. Il settimanale di Piero Gobetti analizzato con le moderne tecnologie, Torino, Centro studi Piero Gobetti, 2005) che può essere richiesta gratuitamente presso il Centro studi.
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