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Domenica, Marzo 24, 2019

Maggio

 
In tutto il mondo le manifestazioni del Primo Maggio vedono una grande partecipazione di studenti.
Francia

Il movimento esplode in forme del tutto imprevedibili e si stende al punto tale da provocare una crisi politica e istituzionale generale, rimasta famosa appunto come "maggio francese".
Il giorno 3 una manifestazione alla Sorbona viene fatta sgomberare dalla polizia, chiamata dal rettore; immediatamente si scatenano disordini nel Quartiene Latino. Contro numerosi studenti vengono annunciati procedimenti penali. Entrano in sciopero gli insegnanti e gli studenti delle superiori. Si succedono le manifestazioni, che spesso sfociano in scontri con la polizia.
Nella notte del 10 maggio si costruiscono le prime barricate, nel Quartiere Latino. Il movimento si stende ad altre città (Strasburgo, Tolosa), ma soprattutto interessa anche le fabbriche: il 13 viene proclamato dai sindacati lo sciopero generale. Il 14 iniziano le occupazioni delle fabbriche. Duro confronto di posizioni tra partiti di sinistra, in particolare il PCF, e i gruppi di estrema sinistra; si moltiplicano, nelle scuole e nelle fabbriche, i comités d'action (si riuniscono in 150, a Parigi, il giorno 23). Daniel Cohn-Bendit, che non è cittadino francese, viene espulso dal paese. Il 25 muoiono negli incidenti un manifestante a Parigi e un commissario di polizia a Lione. Il 27 la maggior parte delle assemblee operaie respinge l'ipotesi di accordo raggiunto dai sindacati (accordi di rue de Grenelle). Il sistema politico sembra vicino al collasso, ma il giorno 30 il presidente de Gaulle annuncia con un duro messaggio radiofonico lo scioglimento dell'Assemblea Nazionale e nuove elezioni. Contemporaneamente a Parigi si svolgono grandi manifestazioni dei gruppi gollisti, che si scontrano con studenti e militanti di sinistra.

manifestazioni di protesta del Maggio francese
   
Charles De Gaulle
dal sito: http:// bp0.blogger.com
Italia
   

Le occupazioni si sono stese anche a molte facoltà scientifiche, il giorno 11 si svolge a Pisa una manifestazione nazionale del movimento; aderiscono diverse personalità della cultura, filosofi, scrittori, attori e registi cinematografici. A Roma gli studenti solidarizzano con la lotta dei baraccati. A Roma avvengono scontri con i fascisti, alla Statale e al Politecnico.

 
Lotta dei baraccati
dal sito: http://www.totoguida.it
Germania Federale
   


Vengono organizzate dall'SDS e da alcuni sindacati grandi manifestazioni di protesta contro l'accelerazione dell'iter parlamentare dei Notstandgesetze, le norme eccezionali per l'ordine e la sicurezza, voluta dai partiti di centro dopo i recenti disordini. Tuttavia, nonostante la vastità del movimento, che il giorno 11 raccoglie a Berlino oltre 70.000 persone, la legge viene approvata alla fine del mese. Le principali centrali sindacali, in realtà, hanno rifiutato di schierarsi con l'SDS, temendone il radicalismo politico, e hanno respinto la proposta di dichiarare uno sciopero generale.

Gran Bretagna
   

Entrano in agitazione le università di Hull, Essex, Bradford e Leeds. I collegi artistici di Hornsey e di Guildford vengono occupati. Studenti si scontrano a Londra con gruppi di operai, aizzati dal leader razzista Enoch Powell.

 
Enoch Powell
dal sito http://shs.westport.k12.ct.us
Svezia
   

Un sit-in di studenti viene disperso con violenza dalla polizia a Stoccolma; gli studenti reagiscono creando incidenti.

Finlandia
   

In agitazione anche l'università di Helsinki.

   
Stati Uniti
   

Il giorno 2 parte da Memphis la "marcia dei poveri" organizzata da Martin Luther King, che si conclude a Washington alla metà del mese. I manifestanti si accampano in una vasta area, che viene chiamata Resurrection City. Nuovi disordini razziali nel Maryland e a Louisville, nel Kentucky, durante i quali tre giovani neri sono uccisi dalla polizia. Intanto riprendono con forza le agitazioni alla Columbia University, a Berkeley e in diverse altre sedi. Il giorno 21 la Columbia viene nuovamente occupata e sgomberata con violenza l'indomani.
 
Resurrection City
dal sito: http:// www.blueskyalternatives.net
le parole in neretto sono definite nel glossario
 
I libri del mese
 

Anna Bravo, A colpi di cuore. Storie del sessantotto , Roma-Bari, Laterza, 2008, pp. 322

 
  A colpi di cuore

Non è un libro di ricostruzione degli avvenimenti, che hanno caratterizzato gli anni attorno al 1968, ma di riflessione e di discussione su ciò che quei fenomeni storici hanno rappresentato. «Il sessantotto – scrive l'autrice – è diventato un simbolo, e nei simboli ci si culla, indipendentemente dal loro contenuto». Ognuno, oggi, tende ad attribuirgli quei significati (positivi o negativi) che ritiene più adeguati a dare un senso al passato, e in particolare al proprio, soggettivo passato (giacché si tratta di un'esperienza vissuta intensamente, in prima persona, da molti di coloro che oggi ne scrivono e ne discutono). Il lavoro degli storici, tuttavia, consiste proprio nel tentare di superare i giudizi più consueti e stereotipati, le immagini di comodo (tutte al positivo, o tutte al negativo, a seconda dei punti di vista), i riflessi della memoria individuale e di gruppo, per interrogarsi più in profondità sul senso (e sulla complessità, quasi sempre irta di contraddizioni) di quanto è avvenuto, delle trasformazioni che ha prodotto nella società, ma al tempo stesso anche delle forme di autorappresentazione che ha dato di sé. «Scoprire quali tradizioni un movimento ha rivendicato o inventato, quali ha respinto o non ha visto, capire il modo in cui le ha combinate in qualcosa che prima non c'era, è uno degli aspetti più attraenti della storia che si legge – e anche di quella che si scrive».
Facendo riferimento a una grande quantità di studi sull'argomento (realizzati non solo in Italia, ma a livello internazionale, soprattutto negli Stati Uniti e in Francia), l'autrice riflette quindi sull'esperienza dei movimenti senza negarne o minimizzarne le valenze innovatrici, ma cogliendone anche i limiti e gli esiti meno felici. Due questioni su tutte: il ruolo delle donne e dei femminismi (ospiti ingrati, per molti versi, dei grandi movimenti collettivi post-sessantotto), e il tema della violenza, praticata o predicata con incosciente e colpevole leggerezza, senza curarsi degli effetti disastrosi che essa inevitabilmente produceva. Un libro prezioso, dunque, per le spiegazioni che offre e per gli interrogativi che solleva.

 

 

 
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