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Centro studi Gobetti

Istituto culturale dedicato allo studio della storia e del pensiero politico del ventesimo secolo, fondato nel 1961. Ha sede nella casa dove abitarono Piero e Ada.
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Biblioteca

Biblioteca specializzata sulla storia del pensiero politico contemporaneo e su alcune figure e correnti della politica e della cultura italiane del Novecento.
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Archivio

Oltre alle carte di Piero e di Ada Gobetti, l’archivio conserva fondi personali e di movimenti politici e sociali di grande interesse per la storia del Novecento.
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p4

polo del 900

Fondo Terenzio Grandi
Denominazione
Terenzio Grandi
Estremi cronologici
1933 - 1938
Consistenza
3 faldoni
Scheda biografica
Nato il 13 ottobre 1884 a Valenza Po in una famiglia di sentimenti repubblicani, è costretto a interrompe gli studi a causa della morte prematura del padre. In seguito si stabilisce a Torino e si avvia allo stesso lavoro del padre (il tipografo). Fin dai primi anni del Novecento milita nel Partito repubblicano, collaborando a diversi giornali del movimento e fondandone a sua volta alcuni (il primo è “L'Emancipazione”, nel 1903). Durante l'età giolittiana prende parte attiva alle tormentate vicende del Partito repubblicano e si interessa a questioni di letteratura e di promozione della cultura, allacciando stretti rapporti con scrittori, artisti, giornalisti. Allo scoppio della Grande guerra simpatizza per l'interventismo rivoluzionario e tramite l'amico Mario Gioda entra in contatto con il giornale fondato a Milano da Mussolini, “Il Popolo d'Italia”. Esentato dal servizio di leva (era stato riformato per insufficienza toracica), nel periodo bellico partecipa a varie iniziative pubbliche dal campo interventista e ingaggia vivaci polemiche con i socialisti locali, tra cui Antonio Gramsci. Nel dopoguerra si sposa e tenta di avviare un'attività tipografica in proprio. Sul piano politico rompe con “Il Popolo d'Italia” e con l'amico Gioda al momento della costituzione dei Fasci di combattimento e si schiera con il Partito repubblicano su posizioni antifasciste. Negli anni della dittatura, sottoposto alla sorveglianza del regime, si mantine con l'attività della tipografia restando in contatto con molti amici in Italia e all'estero. Durante la seconda guerra mondiale subisce un duro colpo per la distruzione della tipografia sotto un bombardamento. Dopo l'8 settembre 1943 è in contatto con la Resistenza, pur senza prendervi parte attiva. Nel periodo successivo alla Liberazione si riavvicina al Partito repubblicano e aderisce al Movimento Federalista Europeo. Nel 1946 è tra i fondatori della Associazione Mazziniana Italiana e de “Il Pensiero mazziniano”, l'ultima e più fortunata delle sue tante imprese pubblicistiche. Protagonista ancora per molti anni della vita culturale italiana, muore a Torino nel 1981.
Modalità di acquisizione
Il materiale è stato donato al Centro dalla stesso Terenzio Grandi, grazie all'interessamento di Carla Gobetti.
Contenuto
La documentazione raccoglie circolari di "ricerca sovversivi" emanati dal gabinetto della regia Questura di Torino, e numerosi numeri del "Bollettino delle Ricerche" pubblicazioni del Ministero dell'Interno.
Circolari, fotografie, periodici.
Ordine e struttura
Fondo sommariamente ordinato:

Serie 1. Periodico "Bollettino delle Ricerche" (1929-1938)
Serie 2. Circolari di Gabinetto della Regia Questura di Torino (1933 e 1938).
Strumenti archivistici
Elenco sommario dei fondi conservati al Centro.
Consultabilità
Libera
Fonti collegate
Archivio Terenzio Grandi presso il Museo Nazionale del Risorgimento di Torino.
Collocazione
Sala Archivio 1, scaffale 2, palchetto 3
Antroponimi Mussolini Benito; Gioda Mario; Gramsci Antonio
Toponimi Valenza Po; Torino; Milano
Enti Partito repubblicano italiano; Associazione mazziniana italiana; Pensiero mazziniano (Il), periodico; Movimento federalista europeo; Popolo d'Italia (Il), periodico; Emancipazione (L'), periodico
Responsabilità
Barbalato Silvana
 
dipnude

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