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Centro studi Gobetti

Istituto culturale dedicato allo studio della storia e del pensiero politico del ventesimo secolo, fondato nel 1961. Ha sede nella casa dove abitarono Piero e Ada.
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Biblioteca

Biblioteca specializzata sulla storia del pensiero politico contemporaneo e su alcune figure e correnti della politica e della cultura italiane del Novecento.
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Archivio

Oltre alle carte di Piero e di Ada Gobetti, l’archivio conserva fondi personali e di movimenti politici e sociali di grande interesse per la storia del Novecento.
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polo del 900

Fondo Mario Gioda
Denominazione
Mario Gioda
Estremi cronologici
1914 - 1920
Consistenza
2 faldoni
Scheda biografica
Nato a Torino il 7 luglio 1883, tipografo di professione e pubblicista per passione politica, aderisce ai movimenti anarchici nei primi anni del Novecento, collaborando a varie testate e mantenendo sempre una posizione alquanto indipendente, dovuta anche alle simpatie e alle amicizie personali con socialisti e repubblicani. Allo scoppio della guerra mondiale aderisce all'interventismo rivoluzionario e più tardi ottiene di farsi richiamare per un breve periodo alle armi, malgrado fosse di costituzione debole e malata. Collabora con «Il Popolo d'Italia», il quotidiano fondato da Mussolini, e ne diviene il corrispondente da Torino. Presente alla riunione di piazza San Sepolcro a Milano, il 23 marzo del 1919, dove vengono fondati i Fasci di Combattimento, poco più tardi costituisce il Fascio di Torino e ne diviene il segretario. In seguito dirige per qualche tempo «Il Maglio», organo del fascismo torinese.
Esponente dell'ala moderata del fascismo, ha avuto frequenti contrasti con Cesare Maria De Vecchi e dopo la marcia su Roma manifesta la sua coantrarietà a proseguire nei metodi violenti. Suscitò scalpore, in questo senso, il gesto con cui fece porre una corona di fiori sul feretro di una delle vittime della strage di Torino del 28 dicembre 1922, un comunista ed ex anarchico del quale era amico.
Nel periodo successivo è costretto a limitare molto le attività per un grave peggioramento delle condizioni di salute. Muore a Torino il 28 settembre 1924.
Storia archivistica
La documentazione è pervenuta al Centro suddivisa in 7 plichi, avvolti in carta di recupero e recanti sommarie indicazione sul contenuto, scritte con lapis colorato.  Essa raccoglie esclusivamente la corrispondenza di Gioda nel periodo in cui egli passò dalla militanza ananrchica all'interventismo rivoluzionario, per aderire infine - fin dal momento della sua costrituzione - al movimento fascista.
Modalità di acquisizione
Il materiale è stato donato in data imprecisata al Centro studi Piero Gobetti da Terenzio Grandi, che era stato amico di Gioda e della sua famiglia.
Contenuto
Lettere perlopiù in originale ma sono presenti anche alcune fotocopie.
Ordine e struttura
Serie Corrispondenza
UA 1:  Mario Poledrelli
UA 2: Benito Mussolini
UA 3:. Il Popolo d'Italia
UA 4: Amedeo Remondino
UA 5: Vincenzo Borio
Strumenti archivistici
Inventario a cura di Marco Scavino
Consultabilità
Libera
Fonti collegate
Carte Gioda, presso la Bibliotica Civica di Bergamo;
Note
Le serie sono state organizzate rispettando l'ordinamento alla fonte, forse dello stesso Gioda o di Terenzio Grandi. Ognuna di esse prende quindi il nome dal mittente della corrispondenza conservata.
Collocazione
Sala Archivio 2, Armadio di ferro, Palchetto 3
Antroponimi
Borio Vincenzo; Poledrelli Mario; Remondin Amedeo; Mussolini Benito; Grandi Terenzio; De Vecchi Cesare Maria
Toponimi
Torino; Milano; Roma
Enti
Popolo d'Italia (Il), periodico; Biblioteca civica di Bergamo; Maglio (Il), periodico
Responsabilità
Barbalato Silvana
 
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